Allattamento: spossatezza, sonno perduto, ritorno a lavoro

DOMANDA

Gentile Paola,
Questa e’ la seconda volta che le scrivo, la prima l’ ho fatto per ringraziarla del sostegno che mi ha dato con i suoi libri, questa per chiederle del sostegno via mail…
 Ho un bimbo di nove mesi, che allatto a richiesta da quando è nato e sono molto orgogliosa di me per questo!!! Questi mesi sono stati un po’ faticosi però, perché la notte l’ ho si sveglia ancora molte volte e la mancanza di sonno si fa sentire…ma anche perché mi sento una mosca bianca….
Viste le poche energie che ho dovute al poco sonno notturno ho rinunciato a uscite con amici, serate in pizzeria e giri per negozi con le amiche, sinceramente senza troppa fatica…mi sono sempre chiesta quanto fosse piacevole per un bimbo piccolo stare seduto nel passeggino in un posto chiassoso ad aspettare che la mamma e il papà finissero di chiacchierare…ho però compensato con grandi cene a casa con gli amici più pazienti, permettendo al mio piccolo di godersi le coccole dei nostri ospiti e poi il caldo del suo lettino…
Facendo così ho ricevuto tante critiche da amici e parenti, che mi dicevano che la vita non finisce con un figlio…

L’approccio con le prime pappe e ‘ stato difficile, la pediatra mi aveva detto di dargli il brodo a pranzo e poi dopo venti giorni , quando si sarebbe abituato, la cena…il mio piccolo ha finito per la prima volta il pappa ieri, dopo tre mesi, ma ha fatto super assaggi da noi…ha assaggiato persino la bagna cauda, un piatto tipico piemontese pienissimo di aglio…ho cercato di vivere tutto con serenità, dicendomi che le cose si fanno piano piano, che prima o poi anche lui si sarebbe gustato un piatto di minestra e non facendomi scoraggiare da chi passando dal latte artificiale agli omogenizzati ci ha messo venti giorni…
Ho preparato io brodi, vellutate, passati , frutta, senza aprire nessun vasetto, ma cercando di capire i suoi gusti, che poi semplicemente ho scoperto essere i mie…

Ho sopportato sveglie notturne ogni ora e sempre con il sorriso, ho cercato di coprire le occhiaie con i migliori correttori e di non sembrare sempre sconvolta…
Ho riflettuto tanto e letto molto sul lettone e sul lettino, sono arrivata alla conclusione che però il mio bimbo poteva adesso provare a dormire nel suo lettino nella sua camera, questa e’ stata una scelta ponderata che io è mio marito abbiamo preso insieme e che il mio piccolo sembra aver accettato di buon grado, anche perché io sono sempre vicina a lui quando gli serve…

Tra qualche giorno rientrerò a lavorare e , anche se il mio piccolo mangia ancora da me, sono sicura che troverà le strategie giuste con la nonna per farsi piacere le pappe, sono fiduciosa in lui e nelle sue risorse…
Penso anche che , nonostante tutti mi dicano il contrario, svezzarlo non sarà così difficile, basterà trovare un modo diverso per far passare il mio ” nutrimento”…

Insomma ogni piccola cosa per me è’ stata il risultato di letture , spesso dei suoi testi, ma non solo e di riflessioni tra me e mio marito, il tutto fatto con estrema naturalezza, dando ascolto alla natura…

Oggi però sono a pezzi!!! Mi ha chiamato l’ ennesima amica che ha un bimbo di un mese che dorme dalle 11 alle 5 del mattino!!!!! Certo con il latte artificiale, ma la cosa mi ha mandata in crisi…
 Non stiamo forse esagerando nel ridurci così, non avremmo forse avuto più energie per noi, per i nostri mariti e per i nostri piccoli se avessimo anche noi dato un bel biberon di latte artificiale ai nostri figli alla sera…sarebbe stato tutto più facile, meno spiegazioni da dare al mondo intero che ti guarda come se fossi una che vuole far dipendere il suo bambino da lei per sempre, meno fatica per lo svezzamento, meno stanchezza , più tempo per il marito….insomma abbiamo davvero ragione noi??? Io allatto non solo per aiutare Pietro ad avere maggiore nutrimento fisico, ma anche mentale, spirituale, affettivo…ma questi bambini allattati artificialmente non saranno mica tutti adulti disturbati, io per prima sono figlia del’ allattamento artificiale ( e pensare che la mia povera mamma aveva un sacco di latte, ma 35 anni fa al’ ospedale le hanno consigliato l’ artificiale perché più nutriente!!!!) e non sono così poco equilibrata…
Gentile Paola, la prego, mi dica che non ho sbagliato a fare tutto questo….perché, a parte mio marito che dice che se il nostro piccolo e’ così sereno e sorridente è’ grazie a questo, nessuno mi dice il contrario….
GrazieGentile Paola,
Questa e’ la seconda volta che le scrivo, la prima l’ ho fatto per ringraziarla del sostegno che mi ha dato con i suoi libri, questa per chiederle del sostegno via mail…
 Ho un bimbo di nove mesi, che allatto a richiesta da quando è nato e sono molto orgogliosa di me per questo!!! Questi mesi sono stati un po’ faticosi però, perché la notte l’ ho si sveglia ancora molte volte e la mancanza di sonno si fa sentire…ma anche perché mi sento una mosca bianca….
Viste le poche energie che ho dovute al poco sonno notturno ho rinunciato a uscite con amici, serate in pizzeria e giri per negozi con le amiche, sinceramente senza troppa fatica…mi sono sempre chiesta quanto fosse piacevole per un bimbo piccolo stare seduto nel passeggino in un posto chiassoso ad aspettare che la mamma e il papà finissero di chiacchierare…ho però compensato con grandi cene a casa con gli amici più pazienti, permettendo al mio piccolo di godersi le coccole dei nostri ospiti e poi il caldo del suo lettino…
Facendo così ho ricevuto tante critiche da amici e parenti, che mi dicevano che la vita non finisce con un figlio…

L’approccio con le prime pappe e ‘ stato difficile, la pediatra mi aveva detto di dargli il brodo a pranzo e poi dopo venti giorni , quando si sarebbe abituato, la cena…il mio piccolo ha finito per la prima volta il pappa ieri, dopo tre mesi, ma ha fatto super assaggi da noi…ha assaggiato persino la bagna cauda, un piatto tipico piemontese pienissimo di aglio…ho cercato di vivere tutto con serenità, dicendomi che le cose si fanno piano piano, che prima o poi anche lui si sarebbe gustato un piatto di minestra e non facendomi scoraggiare da chi passando dal latte artificiale agli omogenizzati ci ha messo venti giorni…
Ho preparato io brodi, vellutate, passati , frutta, senza aprire nessun vasetto, ma cercando di capire i suoi gusti, che poi semplicemente ho scoperto essere i mie…

Ho sopportato sveglie notturne ogni ora e sempre con il sorriso, ho cercato di coprire le occhiaie con i migliori correttori e di non sembrare sempre sconvolta…
Ho riflettuto tanto e letto molto sul lettone e sul lettino, sono arrivata alla conclusione che però il mio bimbo poteva adesso provare a dormire nel suo lettino nella sua camera, questa e’ stata una scelta ponderata che io è mio marito abbiamo preso insieme e che il mio piccolo sembra aver accettato di buon grado, anche perché io sono sempre vicina a lui quando gli serve…

Tra qualche giorno rientrerò a lavorare e , anche se il mio piccolo mangia ancora da me, sono sicura che troverà le strategie giuste con la nonna per farsi piacere le pappe, sono fiduciosa in lui e nelle sue risorse…
Penso anche che , nonostante tutti mi dicano il contrario, svezzarlo non sarà così difficile, basterà trovare un modo diverso per far passare il mio ” nutrimento”…

Insomma ogni piccola cosa per me è’ stata il risultato di letture , spesso dei suoi testi, ma non solo e di riflessioni tra me e mio marito, il tutto fatto con estrema naturalezza, dando ascolto alla natura…

Oggi però sono a pezzi!!! Mi ha chiamato l’ ennesima amica che ha un bimbo di un mese che dorme dalle 11 alle 5 del mattino!!!!! Certo con il latte artificiale, ma la cosa mi ha mandata in crisi…
 Non stiamo forse esagerando nel ridurci così, non avremmo forse avuto più energie per noi, per i nostri mariti e per i nostri piccoli se avessimo anche noi dato un bel biberon di latte artificiale ai nostri figli alla sera…sarebbe stato tutto più facile, meno spiegazioni da dare al mondo intero che ti guarda come se fossi una che vuole far dipendere il suo bambino da lei per sempre, meno fatica per lo svezzamento, meno stanchezza , più tempo per il marito….insomma abbiamo davvero ragione noi??? Io allatto non solo per aiutare Pietro ad avere maggiore nutrimento fisico, ma anche mentale, spirituale, affettivo…ma questi bambini allattati artificialmente non saranno mica tutti adulti disturbati, io per prima sono figlia del’ allattamento artificiale ( e pensare che la mia povera mamma aveva un sacco di latte, ma 35 anni fa al’ ospedale le hanno consigliato l’ artificiale perché più nutriente!!!!) e non sono così poco equilibrata…
Gentile Paola, la prego, mi dica che non ho sbagliato a fare tutto questo….perché, a parte mio marito che dice che se il nostro piccolo e’ così sereno e sorridente è’ grazie a questo, nessuno mi dice il contrario….
Grazie

 DIVISORE

 

RISPOSTA

Cara I. ti ringrazio molto per la tua lettera.
E’ chiarissima e rispecchia un sentire comune a molte donne che fanno determinate scelte, anche io mi sono fatta a suo tempo le stesse domande.
Mi sento di dirti che nessuno ti può assicurare che  il tuo bambino domani sarà più sano, più intelligente, più sicuro di sè, più amorevole e compassionevole verso il suo prossimo, del figlioletto della tua amica che è venuto su a biberon e latte artificiale. Nemmeno io posso farlo, io che ho allattato per circa 12 anni e ho fatto della promozione, protezione e sostegno all’allattamento la principale attività della mia vita (e quindi puoi immaginare quanto ci credo).

Infatti, per fortuna, la vita è fatta in modo tale che a volte anche chi non ha le migliori possibilità se la cavi meglio di quanto si sarebbe potuto immaginare, e viceversa. Quello che vale a livello generale (le ricerche e i dati statistici) non è detto che sia sempre valido quando dai grandi numeri si passa ai singoli casi. Inoltre gli esseri umani hanno grandi risorse, e anche se perdono una occasione importante come quella di iniziare la vita con il latte e il seno della propria mamma, possono sempre trovare vie alternative e “seconde scelte” che produrranno comunque buoni risultati! Questo è consolante, no? Però, è a tuo avviso un buon motivo per cambiare stile di accudimento con il tuo bambino?

Se tu stai allattando e stai crescendo il tuo bambino in questo modo, non è certo solo grazie alle informazioni che ti sei procurata. Quello che leggi può offrirti spunti, conoscenze e sostenere le tue scelte, ma alla fine, ogni genitore va per la strada che sente la propria, cioè a quello che leggi sui libri e a quello che senti dire dai migliori esperti del mondo deve corrispondere qualcosa dentro di te. Se così non fosse, tu ora staresti ancora impazzendo con le pappine insapori suggerite dalla pediatra.
Il problema oggi è che molte mamme non hanno informazioni tali per poter scegliere di allattare come tu stai facendo, oppure non c’è abbastanza motivazione in loro, o ancora (e le cose sono tutte collegate) non c’è abbastanza sostegno, nel senso che amici, parenti, pediatri e società intera non danno tanto peso al fatto se un bambino viene allattato o meno, è “più importante” che dorma tutta notte, che sia “indipendente” e possa stare un bel po’ di tempo senza la sua mamma senza protestare troppo ecc ecc. Purtroppo viviamo ancora in un mondo così, che non dà alle cose il giusto valore e la giusta importanza che meritano.
Eccoti quindi mosca bianca! Se ci pensi bene, tu stai dando molto per fare del tuo meglio, e crescere un bambino è gratificante ma anche tanto impegnativo, e a volte ci si chiede davvero chi ce lo fa fare se intorno nessuno ci appoggia quando veniamo messe alla prova!

Quello che mi preme dirti è però che non sei sola, o meglio, lo sei forse se ti guardi intorno nelle tue strette amicizie, ma ci sono tante mamme che invece hanno fatto come te, lo stanno facendo e lo faranno! Hai provato a vedere se nella tua zona c’è un gruppo di mamme che fanno incontri, tipo Leche League o altri gruppi di auto-aiuto? Questo a volte è veramente prezioso. Ci si confronta con donne che hanno vissuto quello che passiamo noi e ci si rafforza a vicenda…

 Eppure, mi sento anche di consigliare a te e a tuo marito di riconsiderare tutta la situazione attuale, se ti senti veramente spossata: cosa potete fare affinchè tu possa a continuare ad allattare e accudire il tuo bambino secondo le cure prossimali, senza però esaurirti? Io credo che forse ti potrebbe essere di aiuto fare mente locale sulle tue attuali priorità e pensare come provare a realizzarle almeno in parte…  in questo, se credi, posso forse aiutarti, se mi riscrivi, per capire cosa è che ti rende particolarmente esausta e soprattutto cosa è che potrebbe per te far cambiare la situazione in meglio… Più tempo per te? Più sonno? … Forse c’è qualcosa che si può fare!

Condivido appieno le tue scelte circa le uscite serali: i bambini sono delle priorità, e tu hai capito che se devi trascinarlo in situazioni in cui lui si sente a disagio, allora non ti godresti neppure tu la serata… tuttavia, proprio grazie al fatto che allatti ancora, forse qualche volta potete uscire, portando Pietro con voi e tenendolo in braccio, si può allattare ovunque con discrezione e spesso i bambini si addormentano al seno e noi possiamo rimanere a tavola a fare conversazione: ti confesso che tutti abbiamo fatto così qualche volta, per “dare un colpo al cerchio e uno alla botte”! Ora poi che hai capito che a lui piace mangiare quello che mangiate voi, dovrebbe essere meno difficile uscire. Lui è molto piccolo, ma non passeranno molti mesi che, se lo vorrai,  potrai lasciare Pietro alla sera, vedrai che si addormenterà anche con una baby sitter o una nonna, anche se in modo diverso!

Per quanto riguarda gli amici: ti dico che tu stai dando loro un ottimo esempio, ristabilendo le priorità, e infondo i bambini non rimangono piccoli per sempre (anche se quando ci si sta passando sembra così!), è naturale che quando si diventa genitori si facciano nuove conoscenze e non tutte le vecchie si mantengano…

Se tu rientri a lavoro, forse ti si prospetta un periodo ancora più intenso, ma io ti suggerisco proprio per questo di non mollare con l’allattamento, che diventa ancora più prezioso quando si affrontano le prime separazioni, e di riconsiderare l’idea della camera condivisa per rendere tutto più facile. Per molte donne il rientro a lavoro rappresenta sì una sfida perchè aumenta la fatica, ma anche una fonte di gratificazione e di “ricarica” che poi permette loro di godersi di più le ore passate con il bambino…

Spero di averti risposto in modo esauriente, e ti invito a farmi sapere come è andata con il rientro a lavoro! Un caro saluto a te e al tuo bambino da Paola Negri