TUTTE LE MAMME HANNO IL LATTE

Il Bambino Naturale.

“Il latte materno ha da sempre costituito il nutrimento per il piccolo dell’uomo, e ha quindi sostenuto la nostra specie da tempo immemorabile. Allora perché nel XX° secolo si è assistito a una drammatica diminuzione dell’allattamento al seno, a vantaggio del latte artificiale?

Quali implicazioni sta avendo questo cambiamento di stile di vita sulla salute psico-fisica e sullo sviluppo dei bambini? È proprio vero che allattare è una questione di fortuna, o sono altri i motivi che portano molte mamme a ritenere erroneamente di non avere latte a sufficienza, o che il loro latte non sia adeguato? Questo libro vuole dare una risposta a queste e a molte altre domande sull’allattamento, spiegando in modo chiaro ed esauriente i motivi che portano oggi moltissime madri a ricorrere al latte artificiale.

 

Tutte le mamme hanno il latte

Edizione IL LEONE VERDE
2011 – 249 pagine
Costo 18.00€

 

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STRUTTURA DEL LIBRO

Prima parte: Allattare è naturale, ecologico, economico
Allattare è importante – Cosa rende il latte materno così speciale – Cosa c’è nel latte artificiale – Rischi per la salute legati all’alimentazione artificiale, quello che tutti dovrebbero sapere – Qualche dato – Ma è proprio vero che ce l’hanno tutte?

Seconda parte: Può una cultura essere nemica dell’allattamento?
L’influenza dell’ambiente che circonda la mamma – Dalla nascita in poi: pratiche sanitarie e aspettative socio-culturali – Fino a due anni ed oltre, secondo i desideri di mamma e lattante

Terza parte: Pratiche commerciali che ostacolano l’allattamento
Il Codice Internazionale – Le strategie promozionali che ostacolano l’allattamento – Lo svezzamento secondo l’industria – Disastri e donazioni di latte artificiale – Allattamento e HIV – Allattamento e contaminanti ambientali – Iniziative a favore dell’allattamento

 

COM’È NATO QUESTO LIBRO

Tutte le mamme hanno il latte è stato il mio primo libro e la prima edizione risale al 2005. Tutto è iniziato grazie all’incontro con Anita Molino, proprietaria della casa editrice Il Leone Verde di Torino. Da poco diventata mamma, Anita per riuscire ad allattare Elisa ha dovuto passare tutte le difficoltà che molte altre donne incontra sul proprio cammino, dalla mancanza di aiuto nel reparto maternità ai consigli sbagliati del pediatra.

Spinta dal desiderio di aiutare le donne e le famiglie a compiere scelte consapevoli, ha deciso di creare una collana di libri sulla maternità e su altri argomenti riguardanti l’infanzia, fra cui appunto l’allattamento. Ci siamo sentite per telefono, le ho parlato del mio lavoro all’interno di IBFAN Italia e le ho inviato una copia de Il Codice Violato. Anita è rimasta colpita e mi ha chiesto di scrivere un libro di denuncia, che portasse questi temi così importanti ad un pubblico più vasto. Grazie all’esperienza accumulata negli anni di attività di consulenza alle mamme e con il lavoro per IBFAN Italia, era come se questo libro fosse già dentro di me e non chiedesse altro che uscire, è stato quindi scritto di getto e con passione.

Questo libro mi ha dato grandi soddisfazioni, per i commenti e gli incoraggiamenti che ho ricevuto. Credo che Tutte le mamme hanno il latte abbia offerto a molte delle persone che lo hanno letto l’opportunità di conoscere aspetti e scenari che normalmente rimangono sconosciuti, forse a volte anche difficili da spiegare o comprendere, ma senza conoscere i quali è quasi impossibile comprendere il perché oggi così tante mamme pensino di “non avere latte”, e le conseguenze di questo…

 

“TALEBANO DELLA TETTA”

Questo libro mi ha anche fruttato l’appellativo di ‘talebana dell’allattamento’ o giù di lì… a mio avviso essere ‘talebano’ in senso figurato significa ritenere di essere l’unico a possedere la verità in pugno e non ammettere che altri facciano scelte diverse dalle proprie. Se avete letto questo libro, avrete capito che il suo scopo, come quello del mio lavoro, è ben diverso.
A me interessa informare e condividere esperienze, perché ritengo che questo possa aprire delle possibilità. Viceversa, non mi interessa fare proselitismo o cercare di convincere. Lo spirito con cui questo libro è stato scritto è di rendere accessibili ad un pubblico ampio delle informazioni che ormai, visto che in molti casi si tratta di evidenze consolidate, dovrebbero essere patrimonio di tutti (genitori e pediatri in primis).

 

Quando l’allattamento non funziona
(riportiamo un brano dalla parte conclusiva del libro)

Sappiamo che virtualmente ogni mamma o quasi può allattare, ma abbiamo visto che molte mamme allattano poco e che la maggior parte usa, presto o tardi, il latte artificiale. Questo libro ha tentato di offrire un quadro di come a mamme e bambini viene impedito o reso estremamente difficile l’allattamento; talvolta gli ostacoli sono tali da mettere a dura prova le migliori intenzioni e motivazioni, come si è visto nella seconda parte del libro, e l’alimentazione artificiale diventa una via di uscita quasi scontata.
Molte madri, dopo tentativi insoddisfacenti, si sentono finalmente liberate da un peso quando smettono di allattare e passano al biberon. Altre faticano ad accettare di vivere come normali le cure prossimali di cui l’allattamento rappresenta una parte importante e piuttosto che vivere con convinzione un allattamento a richiesta fatto di poppate frequenti e di molto contatto fisico lo subiscono. In questi casi, biberon e succhiotto possono rappresentare una risorsa che permette loro di accudire i figli secondo uno stile più consono al loro sentire, secondo il principio per cui meglio allattare al biberon ma serenamente piuttosto che allattare se non si è convinte di farlo.
Nella mia esperienza però sono anche tante le madri che, dopo una insoddisfacente esperienza di allattamento, si sentono di aver perso qualcosa di importante e devono quindi affrontare sentimenti di dolore, rabbia, impotenza e sensi di colpa che possono continuare anche per anni.
Non dimentichiamo che ci sono casi, anche se rari, in cui l’allattamento è impedito o reso estremamente difficile e/o faticoso per motivi medici.
Per tutti questi motivi, capita spesso che chi promuove l’allattamento venga accusato di mettere il dito nella piaga, facendo sentire ancora più in colpa le madri che per qualche motivo sono passate al biberon anzitempo, o facendole passare come mamme di serie B. Il problema è complesso perché va a toccare corde profonde e delicate, che mettono in moto sentimenti riguardanti le nostre convinzioni, il nostro istinto, le nostre scelte, il come siamo stati accuditi quando eravamo piccoli.
Io ritengo che ogni madre meriti di essere ascoltata e accettata, e che il senso di colpa infondo è un fardello che noi donne ci portiamo comunque dietro, qualsiasi sia la nostra scelta e il nostro percorso, pronto a saltar fuori per qualsiasi motivo. Talvolta un senso di colpa può maturare in una presa di coscienza, aiutandoci a fare tesoro delle esperienze passate per fare fronte alla realtà, cercando di fare il meglio possibile con quello che abbiamo. Può essere la base da cui partire, per trasformare un sentimento negativo in qualcosa che ci aiuti ad elaborare le passate esperienze in modo da affrontare il futuro con maggiore serenità e consapevolezza. Ricordiamo che la stragrande maggioranza degli allattamenti sono brevi non per colpa della madre, che, come abbiamo visto, trova innumerevoli ostacoli lungo il percorso, che spesso iniziano ancora prima della partenza! Sicuramente però il senso di colpa non può essere una giustificazione per mettere sullo stesso piano allattamento e alimentazione artificiale: le mamme sono tutte di serie A ma i latti no, e far finta del contrario è controproducente e non aiuta a rimuovere i sensi di colpa, mentre può forse aiutare le future madri a compiere una scelta e gli operatori sanitari a motivarsi nel sostegno all’allattamento!
Per quanto riguarda le madri che non desiderano allattare, a mio avviso sono veramente poche e spesso la difesa spassionata del biberon nasconde sofferenza e conflitto interiore.
In un esame approfondito del problema, si arriva al dilemma: se il diritto del bambino ad essere allattato si scontra con il diritto della madre a non allattare, quale dei due dovrebbe prevalere? Io credo che la società possa solo eliminare le barriere ancora esistenti all’allattamento, e favorire questa pratica, mentre poi nessuna madre dovrebbe sentirsi obbligata ad allattare, o a farlo secondo modalità o periodi di tempo stabiliti da qualcun altro.